Prefettura Potenza – Destinazione beni confiscati

I beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sono gestiti dall'Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) con il sopporto del Nucleo operante presso la Prefettura.

Tale gestione ha come obiettivo la restituzione dei beni confiscati alla collettività, anche attraverso la possibile trasformazione e valorizzazione degli immobili, per renderlo meglio utilizzabile in termini di welfare e inclusione sociale, di promozione cooperativa e di imprenditorialità giovanile, di tutela del lavoro e nuova occupazione, di sviluppo economico e produttivo.

Vengono qui descritti i beni immobili in gestione e le ipotesi dei possibili utilizzi degli stessi per le predette finalità.

Oltre a conoscere i beni immobili confiscati è anche possibile partecipare attivamente, fornendo - per un determinato bene - suggerimenti sulla sua migliore valorizzazione e riuso, a vantaggio della collettività.

Dalla diretta conoscenza del territorio e delle sue specifiche esigenze possono scaturire suggerimenti e proposte utili ed interessanti, che saranno ascoltate e considerate.

EDIFICIO A PALAZZO SAN GERVASIO

L’immobile è posizionato in un’area periferica del Comune di San Gervasio, è situato nella zona a ovest del centro storico del Comune a soli sette minuti a piedi dal Municipio. A livello infrastrutturale l’edificio è sito in un isolato cinto: a sud da un terreno; a ovest da una strada senza nome; a nord da un’altra strada senza nome; infine ad est da Via Rocco Scotellaro.

      

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EDIFICIO A CONTRADA MARRUCARO

L’immobile è posizionato in un’area periferica del Comune di Potenza, è situato in prossimità del Raccordo Autostradale 5 Sicignano-Potenza, a sud di questo, nella zona a sud-est del Comune. A livello infrastrutturale l’edificio è sito in un isolato cinto: a sud dalla strada “Contrada Marrucaro”, in cui è posto l’accesso al bene; a ovest da lotti sui quali si trovano villini ed abitazioni isolate; a nord da un terreno scosceso; infine ad est confina altri lotti.

     

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Per individuare la funzione ottimale per un bene confiscato, occorre tratteggiare un quadro delle possibili esigenze sociali nell’ambito locale, secondo un approccio di massima che sia ragionevole e di valido orientamento nell’intuire le principali variabili in gioco, siano esse architettoniche e urbanistiche che esigenziali della comunità.

Per favorire tale approccio, si è dunque elaborato un Abaco delle possibili risposte alle esigenze locali emergenti, come, ad esempio, esemplarmente fatto dalla Regione Campania.

I temi da affrontare sono principalmente i seguenti.

 

Promozione dell’inclusione sociale

  • La valorizzazione dei beni confiscati deve promuovere l’inclusione sociale, in particolare delle persone svantaggiate, e il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi, volti al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
  • La valorizzazione del bene confiscato si auspica possa recuperare l’uso produttivo per favorire nuova occupazione e la rigenerazione urbana di luoghi dismessi e sottoutilizzati.

 

Potenziamento delle infrastrutture e dei servizi

  • Politiche abitative e di edilizia residenziale sociale anche per altre tipologie di abitare assistito.
  • Servizi sociali di comunità come asili nido, centri ludici, servizi socioeducativi per la prima infanzia, ludoteche e centri diurni per minori, comunità socioeducative.
  • Esperienze di riutilizzo sociale attraverso la metodologia sociosanitaria; centri di accoglienza per donne vittime di violenza di genere, strutture per anziani, strutture per senza fissa dimora, co-housing per gruppi in appartamento, strutture per il “dopo di noi”; strutture di accoglienza, mediazione ed integrazione per i migranti; spazi di aggregazione giovanile e socioculturale.
  • Spazi urbani di comunità nelle aree non edificate, in spazi verdi da attrezzare per tempo libero, orti urbani, parchi urbani, giardini pubblici anche prevendendo l’abbattimento di ruderi dal ripristino oneroso.
  • Cura e manutenzione ordinaria, volontaria o in modesta attività imprenditoriale, compatibile con la destinazione delle aree e con l'obiettivo della pubblica fruizione.

 

Recupero ad uso produttivo per favorire l’occupazione

  • Attività produttive finalizzate all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati anche in spazi di co-working con iniziative innovative promosse dai giovani (hub, innovatori sociali, ecc.) finalizzate soprattutto alla produzione di beni collettivi.
  • Spazi per l’inclusione lavorativa di giovani e disoccupati attraverso percorsi educativo/formativi e di tirocinio incentrati sulla riscoperta dei mestieri tradizionali e della manualità;
  • Reti di ospitalità e ristorazione della legalità e della solidarietà rivolti al vasto pubblico (turismo sociale).
  • filiere agricole e agroalimentari con un forte radicamento e riconoscibilità territoriale e/o di marchio etico
  • il conseguimento di adeguati standard qualitativi di prestazioni; la promozione o il rafforzamento della presenza su mercati diversi da quello regionale, anche esteri; la promozione e l’implementazione di pratiche e filiere d'economia sociale attraverso l'uso dei beni confiscati in un'ottica di rete.

 

Mutuando invece la ragionevole divisione che ne è stata fatta dall’”Associazione Libera” in “FattiperBene” - sono di seguito presentate le categorie applicative generali cui i singoli interventi possono appartenere:

  • Welfare e politiche sociali
  • Agricoltura e ambiente
  • Produzione e lavoro
  • Promozione culturale
  • sapere e turismo sostenibile
  • Sport
  • Sede, associazione e attività.

In questa sezione è possibile fare proposte o dare suggerimenti per la destinazione d'uso dei beni confiscati.

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MAPPA INTERATTIVA DEGLI IMMOBILI CONFISCATI

La mappa interattiva contiene la localizzazione degli immobili confiscati.
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L’icona in alto a destra nel riquadro grigio della mappa permette di ingrandire la visuale.

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